Il progetto

Finanziato dal Programma Giustizia Penale dell’Unione europea

Per rafforzare la protezione giurisdizionale dei diritti fondamentali delle persone detenute nei paesi dell’Unione, si costituirà una rete europea di giuristi pratici e di ricercatori impegnati nella difesa dei diritti dei detenuti. Contribuirà a migliorare la conoscenza delle norme giuridiche europee e a fare luce sugli ordinamenti dei diversi paesi, al fine di una migliore circolazione delle norme che offrono la migliore protezione e di mettere in comune la conoscenza acquisita con le azioni condotte sul piano nazionale per la difesa dei diritti fondamentali in carcere.

Questo progetto è il primo passo in questa direzione. Si concentra sui paesi condannati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) per violazioni che per i giudici derivano da problemi strutturali o sistemici dell’ordinamento penitenziario nazionale (sentenze pilota, quasi pilota o simili), e richiedono la messa in opera di strumenti di tutela effettivi. I paesi interessati sono in particolare l’Italia, la Romania e la Bulgaria, in cui le condizioni di detenzione sono state ritenute causa di trattamenti disumani e degradanti e ai quali nelle sentenze di condanna si è ordinato di mettere in opera uno strumento di tutela in grado di affrontare questi problemi.

Per facilitare la realizzazione di questo meccanismo, il progetto mira a chiarire le aspettative europee nei confronti delle autorità nazionali e a descrivere i vari modelli esistenti in Europa, al fine di analizzare i loro strumenti e di mettere in luce quelli che appaiono più idonei. Perciò il progetto intende studiare anche i diritti applicabili in Italia, Germania, Austria, Francia, Lussemburgo, Irlanda, Regno Unito, Spagna, Belgio, Olanda, Romania e Bulgaria.

In futuro la rete sarà estesa a tutti i paesi membri del Consiglio d’Europa.